Итальянский Религия
06.07.2026 Читать источник
Папа Лев XIV призывает к отказу от делегирования мышления искусственному интеллекту

В новой энциклике «Magnifica Humanitas» понтифик предупреждает об опасности потери человеческой ответственности при передаче когнитивных функций машинам. Автор призывает общество вернуться к самостоятельной рефлексии и разделить ответственность за развитие, подобно строительству стен в Вавилоне.
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Una vita faticosamente meravigliosa
Se la fatica fisica ormai, dove non sostituibile, l’abbiamo delegata, cosa accade quando stiamo provando anche a delegare il pensare?
Non credo oggi serva sapere, ma sembrare saccente pare che basti.
Massime di saggezza che ci pervadono e che amiamo condividere, ma solo nelle nostre bacheche social, un po’ come fossero la segnaletica di un percorso.
Sembra che la felicità sia una dottrina, poi invece ci accorgiamo che senza amore e senza sentimenti, senza il desiderare pieno di attesa, con le fatiche pregne di incertezze, tutto si dissolve e svanisce.
Il valore non sta nel raggiungere, ma nel percorrere. Ci si imbatte nelle proposte semplificative, formative del due in uno, del traguardo certificato senza però che vi sia un faticoso percorso.
Molti gli spunti autorevoli nella Enciclica di Papa leone XIV “Magnifica Humanitas” dove ci si interroga su quale idea di persona vogliamo custodire, quando ormai tutto sembra misurabile, prevedibile e ottimizzazione. Che cosa siamo quando anche la macchina pensa?
Il tutto si muove tra un equilibrio filosofico, spirituale e, quindi, anche psicologico.
Se la fatica fisica ormai, dove non sostituibile, l’abbiamo delegata, cosa accade quando stiamo provando anche a delegare il pensare?
Viene meno il sostare anche a lungo nella domanda, provando a riflettere prima di trovare la risposta o, meglio ancora, prima che la risposta maturi. Oppure basta averne una già confezionata dalla IA.
Non voglio entrare nella elaborazione cognitiva di quanto potrà accadere, ma vorrei porre un seme di riflessione perché ognuno si dia il tempo per pensare, trascurando chi arriva prima. Non è una gara.
Mi viene in mente un ricordo ancestrale dei compiti in classe, quando consegnava prima sempre chi aveva copiato o aveva trasferito la soluzione o svolgimento senza elaborarlo, mentre chi lo aveva svolto da solo, lo rileggeva, ne modificava qualcosa, aspettava l’ultimo minuto, magari era quello giusto per l’ultima correzione.
Insomma stiamo abituandoci a dare risposte prima che le domande siano comprese appieno.
In genere l’estate si consigliano letture perché il tempo sembra dilatarsi. Io vi consiglio una lettura che vi cambierà. Si tratta proprio di questa Enciclica, perché’ fa pensare, ci restituisce anche la responsabilità. Ho imparato che esiste anche la sindrome di Babele: l’idolatria del profitto che traduce tutto, persino il mistero della persona in dati e prestazioni.
Ne sono colpito e non sono qui a darvi una mia idea digerita, ma a stimolarvi, a crearvela con quel meccanismo opposto alla delega. Pensiamo alla ” via di Neemia”, dal nome dell’ebreo in esilio che torna nella Gerusalemme distrutta. Anziché imporre un piano dall’alto, osserva le rovine, convoca le famiglie, affida a ciascuna un tratto di muro. La città rinasce per responsabilità condivisa. Forse è questa la strada, pensare di condividere una responsabilità per poter rifiorire.
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