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27.08.2026 Читать источник
В Риме пройдет фестиваль «Периферийные взгляды»: театр и искусство придут в район Лабаро

С 3 по 6 сентября в римском районе Лабаро состоится фестиваль «Периферийные взгляды», объединяющий театральные постановки, стрит-арт и образовательные мастер-классы. Мероприятие, организованное при поддержке мэрии, направлено на вовлечение местных жителей в культурную жизнь и демонстрацию периферии как активного творческого центра.
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«La periferia è il luogo dove le cose accadono prima che altrove», scriveva Pier Paolo Pasolini, restituendo a quei margini spesso raccontati soltanto attraverso il disagio una dignità diversa: quella dei luoghi capaci di osservare la città da un'altra prospettiva. È proprio da questo nuovo modo di guardare che nasce “Sguardi periferici”, la rassegna teatrale ideata e diretta da Gino Auriuso, che dal 3 al 6 settembre porterà nel quartiere Labaro, nel Municipio XV, quattro giornate di teatro, incontri, street art, laboratori e spettacoli per adulti e bambini.
Ad accogliere la manifestazione sarà l'Anfiteatro Galline Bianche, accanto all'omonima biblioteca, uno spazio del quartiere che diventerà un punto di incontro fra arti e generazioni diverse. Una scelta tutt'altro che casuale: portare il teatro fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alla cultura significa infatti riconoscere alle periferie non il ruolo di semplice destinatario di iniziative, ma quello di protagonista. Significa creare occasioni in cui una comunità possa ritrovarsi, raccontarsi e, soprattutto, guardarsi con occhi nuovi.
È questo, del resto, il senso del titolo scelto per la manifestazione. Nel linguaggio scientifico, la visione periferica è ciò che consente all'occhio di cogliere quanto accade ai margini del proprio campo visivo e, Auriuso prende quella definizione e la trasforma in una metafora sociale e culturale. «Il nostro progetto parte da questa accezione scientifica per ribaltare il concetto abusato di periferia come punto di disequilibrio, di precarietà, di complessità», spiega. «Con una visione che parte appunto dagli “Sguardi Periferici”, ci possiamo accorgere che da questi nasce la centratura del vivere, il senso profondo della percezione delle cose del mondo, l'essere orientati correttamente e vedere – anche stando immobili – la luce della bellezza».
La rassegna nasce dunque con un'ambizione precisa: utilizzare il linguaggio dell'arte per costruire relazioni. Inclusione, memoria, ambiente, fragilità e partecipazione sono i temi che attraverseranno il programma, in un intreccio pensato per coinvolgere non soltanto gli spettatori abituali del teatro, ma l'intero quartiere. Perché un festival in periferia può avere un significato che va oltre quello dello spettacolo: può contribuire a rafforzare il senso di appartenenza, creare nuove occasioni di socialità e restituire agli spazi pubblici una funzione culturale e comunitaria.
Ad aprire la manifestazione, giovedì 3 settembre alle 21, sarà Domenico Iannacone, giornalista e autore di inchieste che da anni raccontano marginalità, solitudini e vite lontane dai riflettori.
«Il 3 settembre abbiamo deciso di aprire proprio con Domenico Iannacone che racconta da tempo le periferie dell'anima», sottolinea Auriuso, ricordando anche il sostegno istituzionale al progetto. Alla serata sarà infatti presente Pino Battaglia, Assessore alle Periferie di Roma Capitale, che, nelle parole del direttore artistico, «ha sostenuto e voluto fortemente il progetto».
Da venerdì il teatro lascerà spazio anche alla dimensione laboratoriale. Nel pomeriggio del 4 settembre i bambini saranno coinvolti in un laboratorio di riciclo creativo, dove materiali destinati a essere scartati diventeranno occasione per giocare, costruire e riflettere sull'ambiente. La sera, alle 21, il palco sarà invece affidato a Marco Simeoli, Gino Auriuso e Ivano Falco, protagonisti di Di Padre ce n'è uno solo?, testo di Riccardo Barbera che affronta con ironia e sguardo teatrale una delle figure archetipiche della nostra vita: il padre. Da Karl Valentin a Kafka, passando per la tradizione comico-brillante italiana, lo spettacolo mette in discussione stereotipi e modelli familiari.
Sabato 5 settembre la giornata si aprirà ancora una volta con i più piccoli, attraverso un laboratorio di erboristica pensato come un'esperienza sensoriale fra erbe, frutta, ortaggi, bucce, semi e torsoli. Un modo concreto per riportare i bambini a un rapporto più diretto con la materia e con la natura, sottraendoli almeno per qualche ora alla dimensione esclusivamente digitale dell'intrattenimento. Alle 18 sarà invece la street art a trasformare lo spazio dell'anfiteatro, con la realizzazione dal vivo di opere su pannelli.
La sera, alle 21, arriverà Operai, di e con Germano Rubbi, per la regia di Francesco Verdinelli. Al centro dello spettacolo c'è il mondo della fabbrica, raccontato come destino familiare e filo capace di attraversare generazioni. Operai, storia di un lavoratore italiano restituisce così uno spaccato della società e della storia del nostro paese, attraverso il lavoro, le trasformazioni economiche e sociali e le vite di chi quei cambiamenti li ha vissuti in prima persona.
La domenica sarà dedicata ancora una volta alle famiglie. Alle 11 il laboratorio di cinema mostrerà come anche un semplice cellulare possa trasformarsi in uno strumento per raccontare storie attraverso le immagini. Non servono competenze specifiche: l'obiettivo è imparare, sperimentando in modo semplice le possibilità narrative offerte dalla tecnologia. A mezzogiorno, spazio invece all'arte di strada, con giocoleria, equilibrismo e clowneria pensati per conquistare grandi e piccoli.
A chiudere la rassegna, domenica sera alle 21, sarà Miss Mather, con Bianca Mastromonaco e la regia di Stefano Sabelli. È la storia di una madre single che spinge la figlia Erika, appena dieci anni, verso un esasperato mondo di concorsi di bellezza, trasformando la competizione in una vera e propria educazione alla vittoria. Dietro slogan, strategie e sogni di successo emerge il ritratto di una relazione madre-figlia deformata dalle pressioni di una società che misura troppo spesso il valore delle persone attraverso il risultato.
Quattro giorni dunque per raccontare la città attraverso linguaggi diversi. Il teatro dialoga con la street art, il giornalismo con i laboratori, l'educazione ambientale con il cinema, la clowneria con la riflessione sul lavoro e sulla famiglia.
In un'epoca in cui la parola periferia continua a essere associata troppo facilmente a distanza, fragilità e marginalità, iniziative come questa assumono quindi un valore particolare. Portare uno spettacolo a Labaro significa anche affermare che la cultura non deve necessariamente aspettare che siano le persone a raggiungere il centro della città: può essere il centro a muoversi verso i territori, ad abitarli e ad ascoltarli.
INFO
3–6 settembre 2026
Anfiteatro Galline Bianche
Viale delle Galline Bianche 105, Labaro – Roma
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.
La manifestazione è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alle Periferie, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e realizzata dall’Associazione Culturale Artenova ETS.
Info: 392 9140108 · [email protected] · www.compagniartenova.it
Facebook: @compagnia.artenova.1 · Instagram: @compagnia_artenova
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