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06.07.2026 Читать источник
Реконструкция реформы Зангилло: госучреждения обязаны утверждать цели до 31 марта

Новая редакция законодательства требует от итальянских государственных администраций устанавливать конкретные цели и привязывать их к ресурсам до конца марта. Данная мера направлена на повышение эффективности управления и стимулирование достижения измеримых результатов для общества.
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PA, obiettivi da fissare entro il 31 marzo: cosa cambia con la riforma Zangrillo sulla valutazione
La riforma Zangrillo impone alle pubbliche amministrazioni di fissare obiettivi entro il 31 marzo, collegandoli alle risorse necessarie. Un passo fondamentale per incentivare la programmazione e migliorare l'efficienza dei servizi
di Luigi Oliveri|Aggiornato il 06/07/2026 19:08
Obiettivi obbligatoriamente da fissare all’inizio di ogni anno. La riforma Zangrillo della valutazione stabilisce che ogni PA entro il 31 marzo abbia attivato gli obiettivi in modo che siano collegati alle risorse necessarie per conseguirli.
La riforma del d.lgs 150/2009 adegua in tal modo la normativa ad un’estesissima giurisprudenza contabile, che da anni evidenzia la necessità di fissare ed assegnare obiettivi e risorse ad inizio anno, per due ragioni. In primo luogo, perché solo in tal modo la programmazione può avere la funzione «incentivante», consistente nel far vedere all’organizzazione ed ai dipendenti dove deve arrivare, a seguito dell’attivazione della gestione; in secondo luogo, perché indicare gli obiettivi a fine anno significa di fatto porre in essere un mero consuntivo di quanto già realizzato, eliminando qualsiasi effetto di programmazione e messa in gioco.
Il ruolo del Piao nella programmazione degli obiettivi
Per effetto della riforma, le amministrazioni dovranno far sì che la sede della programmazione degli obiettivi, coincidente col Piao ove si specificano i risultati da conseguire e le risorse messe a disposizione delle strutture, sia adottato e messo in atto entro marzo di ogni anno.
Gli obiettivi sono sostanzialmente distinti in due tipologie. Vi sono quelli “generali”, determinati con apposite linee guida adottate su base triennale con decreto del Presidente del Consiglio ed identificanti, nel quadro del programma di Governo e con gli eventuali indirizzi adottati dal Presidente del Consiglio, le priorità strategiche delle pubbliche amministrazioni in relazione alle attività e ai servizi erogati; per gli enti locali, si fa riferimento al Dup ed al Piao.
Obiettivi specifici e incentivi per la performance
Vi sono, poi, gli obiettivi «specifici» di ogni pubblica amministrazione, programmati su base triennale e definiti, prima dell'inizio del rispettivo esercizio, dagli organi di indirizzo politico-amministrativo (sentiti i vertici dell'amministrazione che a loro volta consultano i dirigenti o i responsabili delle unità organizzative), ed individuati in un piano della performance, in coerenza con la direttiva annuale del Ministro competente. Il documento per definirli ancora una volta è il Piao. Gli obiettivi specifici sono definiti in coerenza con gli obiettivi di bilancio ed il loro conseguimento costituisce condizione per l'erogazione degli incentivi previsti dalla contrattazione integrativa.
La riforma intende enfatizzare l’oggettiva utilità pubblica degli obiettivi, i quali debbono rivelarsi capaci di sfociare in un «prodotto» o, comunque, un «beneficio» per la comunità amministrata rilevabile e misurabile. Per questo sono da definire con riguardo sì dai ancorare la relativa valutazione a elementi in grado di assicurare il più alto grado di oggettività, il che è utile anche ai fini dell’equità nella valutazione.
La misurazione del valore pubblico e dei risultati
Ogni obiettivo deve sfociare in un «prodotto», che non può consistere nell’attività che si svolge per realizzarlo, ma nel valore che aggiunge al bene sociale. Quindi, se il progetto consistesse nel rinnovo delle dotazioni di arredo della scuola, il prodotto non è il progetto, non la gara, non il collaudo, ma la dimostrazione che grazie agli arredi l’attività di studio degli allievi risulta migliore e più comoda.
Per questi motivi, la novella chiede gli obiettivi siano tali da evidenziare le reali priorità da perseguire (ovviamente nel rispetto dalla programmazione amministrativa), per ottenere i risultati attesi il cui effetto consista nel miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione e dei servizi resi agli utenti.
Risorse adeguate e trattamento della dirigenza
Altro aspetto fondamentale: gli obiettivi sono raggiungibili solo se correlati a risorse adeguate, che comprendono il personale da adibire alle attività, gli strumenti produttivi occorrenti e i denari e finanziamenti connessi.
Un aspetto singolare della riforma consiste nella previsione secondo la quale le economie derivanti dalla circostanza che le risorse destinate al risultato della dirigenza certamente non potranno essere liquidate per intero, visto il limite delle eccellenze alo solo 30%, incrementeranno le risorse per le aree non dirigenziali. La riforma prevede che dette economie siano travasate nel fondo delle risorse decentrate del personale delle aree professionali non dirigenziali e destinate alla performance di questi.
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