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07.09.2026 Читать источник
Meta запускает роботов для обслуживания серверов и замены кабелей в дата-центрах

Компания Meta тестирует автоматизированных роботов от партнеров Kinova, ABB и Watney для выполнения рутинных задач в своих дата-центрах, таких как перезагрузка серверов и замена сетевого оборудования. Хотя руководство подчеркивает необходимость найма персонала, внедрение роботов призвано снизить зависимость от труда при масштабировании инфраструктуры искусственного интеллекта.
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Meta prova i robot nei data center: fino all'80% del lavoro di un tecnico
Bracci Kinova e ABB per spegnere i server e cambiare i cavi, robot Watney in prova ad Altoona da giugno: nei data center di Meta l'automazione della manutenzione avviata, e i tecnici stimano che assorba gran parte del loro lavoro.
di
Andrea Bai
pubblicata il 07 Settembre 2026, alle 10:41 nel canale Scienza e tecnologia
Meta
Meta sta testando robot capaci di collegare cavi, riavviare server e svolgere altre attivit finora affidate ai tecnici dei suoi data center. Il programma non era mai stato reso pubblico, ed stato ricostruito da WIRED raccogliendo il racconto di diversi dipendenti attuali ed ex, che hanno parlato in forma anonima. Se la fase di test condurr a un esito positivo, l'azienda potr gestire con meno personale una rete di strutture in rapida espansione, tenendo sotto controllo il costo del lavoro mentre la spesa per l'infrastruttura AI continua a salire.
L'hardware arriva da fornitori diversi, fra cui Watney Robotics, Kinova e ABB. In una delle sperimentazioni Meta sta valutando se un braccio robotico Kinova Gen3 possa occuparsi dello spegnimento e della riaccensione dei server, o del taglio dell'alimentazione, mentre un altro robot in prova per la sostituzione dei cavi di rete. In alcune strutture gi entrato in servizio, senza annunci, un dispositivo molto pi semplice: assomiglia a un dito, o a un bastoncino appuntito, e preme il pulsante di accensione di un Mac Mini o di un altro apparecchio quando un operatore glielo chiede da remoto.
Un tecnico dei data center stima che, se la sperimentazione andr a buon fine, il robot potr assorbire fino all' 80% del carico di lavoro di alcune persone. "Pensavamo che chi svolge le attivit fisiche fosse al sicuro ancora per un po', ma non pi", dice lo stesso tecnico. "Purtroppo sta arrivando per tutti noi." Meta non ha commentato le sperimentazioni.
La direzione era comunque gi stata dichiarata in pubblico. A una conferenza dell'anno scorso Eric Xu, senior manager per la robotica di Meta, ha indicato fra gli obiettivi di lungo termine dell'azienda proprio l'ingresso dei robot nei data center, sostenendo che possano accelerare la risposta agli incidenti, monitorare l'ambiente e occuparsi della manutenzione preventiva. "Crediamo che serviranno pi collaborazione e pi ricerca, ma dobbiamo cominciare, altrimenti non avremo alcuna possibilit di riuscirci", ha detto.
Fino a poco tempo fa i robot erano poco adatti al lavoro di precisione che si svolge in un data center: costavano molto e, nelle sperimentazioni condotte nel settore, capitava che schiacciassero i server mentre tentavano operazioni semplici. L'hardware diventato pi economico e i modelli AI che li guidano sono molto pi capaci di qualche anno fa, tanto che diverse startup stanno lavorando a robot commerciali in grado di assemblare server, sostituire componenti e rifare i cablaggi. Paul Golding, che segue l'intelligenza fisica al produttore di chip Analog Devices, riferisce una domanda in crescita: "Sempre pi clienti ci dicono che vogliono far funzionare i loro data center con robot umanoidi, perch li si pu tenere a temperature pi alte, al buio, e tutte queste cose." Tolti gli esseri umani dall'equazione, aggiunge chi spinge in questa direzione, diventerebbe pi praticabile far girare i data center sott'acqua, nello spazio o in altri ambienti ostili alla vita.
I robot gi in servizio, e i loro limiti
Qualcosa nei capannoni di Meta si muove da anni. In un video pubblicato su YouTube nel 2023 l'azienda mostrava un robot a guida autonoma per il trasporto dei rack pi pesanti e un mezzo su ruote sviluppato in casa, dotato di lettore di codici a barre, per tenere l'inventario. L'anno successivo Microsoft e Google hanno annunciato investimenti separati nella robotica per le proprie strutture, e nel corso dell'anno scorso Amazon ha parlato di robot impiegati nel riciclo dei componenti. La robotica applicata a compiti economicamente rilevanti, come sostituire un rack di server guasto, "assolutamente qualcosa che stiamo esaminando in Microsoft", dice Ashley Llorens, managing director dell'acceleratore di ricerca dell'azienda.
I due robot di Meta lavorano ora in diverse strutture, fra cui quelle in Iowa e in Virginia, e nel complesso funzionano bene, con qualche riserva. Il robot dell'inventario stato esteso all'ispezione dei guasti, ma la sua telecamera vede solo in scala di grigi e non distingue le spie verdi da quelle rosse sugli apparati, quindi per valutare parte dei malfunzionamenti serve ancora un controllo umano. Il mezzo fatica inoltre negli angoli e sui cavi che gli capitano davanti alle ruote, e siccome gli esemplari sono pochi va spostato da un edificio all'altro, il che richiede una persona che apra le porte e lo manovri con il telecomando. Due fonti lo descrivono anche come troppo lento; Meta aveva valutato l'uso di droni come alternativa pi rapida, senza poi proseguire.
Altoona e Prometheus, i due banchi di prova
Il campus di Altoona, in Iowa, il luogo dove Meta collauda di solito le tecnologie nuove prima di portarle altrove. Da giugno dell'anno scorso in uno degli edifici sono in prova due robot Watney a doppio braccio impiegati in alcune lavorazioni di cablaggio: restano supervisionati da operatori umani e non reggono ancora il ritmo di una persona, ma i risultati sono considerati promettenti. La stessa Watney, startup di San Francisco nata nel 2023, si era presentata con la dimostrazione di un robot che piegava il bucato e che, sosteneva, poteva occuparsi anche delle pulizie nelle aziende; il passaggio ai robot per data center avvenuto all'inizio dell'anno scorso, come mostrano le copie archiviate del suo sito.
Altre prove sono in corso a New Albany, in Ohio, nel campus pi recente dell'azienda, quello noto come Prometheus. L lavorano robot a quattro ruote costruiti da ABB, descritti come dotati di un elevatore a pantografo e di un braccio a sei assi montato sopra. Per ora vengono usati per riposizionare componenti, e in prospettiva potrebbero occuparsi di altre operazioni con una supervisione umana via via minore.
Che i robot debbano prevalere sugli esseri umani, per, non affatto scontato. "Ci sono state molte sperimentazioni e molte dimostrazioni, ma nessuna soluzione funzionante dimostrabile", osserva Helen Oleynikova, amministratrice delegata di Exclaim Robotics, che sta sviluppando prototipi per sostituire componenti guasti e ripristinare i cavi nei data center. Nelle strutture di Meta alcuni lavoratori lamentano il tempo di fermo necessario a ricaricare le batterie, e internamente l'azienda ha riconosciuto che i robot non sono attrezzati per certe operazioni, come il lavoro di cablaggio richiesto da un supercomputer Nvidia GB300. "Le cose sono state progettate da sempre per mani umane, per fare di ogni intervento una riparazione da cinque minuti", dice un ex dipendente. "Riprogettare tutto richieder tempo."
Gli sgravi fiscali e la promessa dei posti di lavoro
Il campus di Altoona il pi grande di Meta e occupa centinaia di persone. Aperto nel 2014, gode di uno sgravio sull'imposta patrimoniale con ancora diversi anni davanti, che consente all'azienda di risparmiare decine di milioni di dollari all'anno, e la citt ha considerato lo scambio conveniente in cambio del prestigio e dei posti di lavoro. Nelle chat di gruppo dei lavoratori il tono per diventato cupo, con chi ripete che tanto fra qualche anno saranno spariti tutti per via dei robot. Due dipendenti raccontano poi che Meta sta sviluppando software AI e altre tecnologie che a loro avviso le permetteranno di assumere personale meno qualificato, e quindi meno pagato, e di accentrare alcuni ruoli in aree come Denver, in Colorado, pi vantaggiose sul piano dei costi. "Non vogliono pi persone capaci di pensare in autonomia, di trovare soluzioni creative o di fare diagnosi complesse", dice un tecnico. "Vogliono smart hands, gente appena capace di seguire le istruzioni dell'AI senza combinare guai."
Meta sostiene invece che il suo bisogno di personale qualificato resti solido. Il portavoce Francis Brennan dichiara che l'azienda sta investendo molto nella formazione e nell'assunzione di lavoratori per costruire e far funzionare i data center: "Gli Stati Uniti sono nel mezzo del pi grande boom infrastrutturale dalla Seconda guerra mondiale, e c' una grave carenza di lavoratori qualificati per coprire quei ruoli; ci servono pi lavoratori, non meno." Quest'anno la societ ha avviato un programma di lungo periodo per formare gratuitamente migliaia di persone all'anno, di qualunque provenienza, nei mestieri elettrici, meccanici e idraulici, con garanzia di impiego in Stati come Louisiana, Ohio, Indiana e Texas per chi completa il percorso, e ha finanziato programmi di apprendistato insieme ai sindacati dell'edilizia.
L'automazione finora rimasta ai margini del movimento che negli Stati Uniti contesta la costruzione dei data center, mentre le aziende continuano a presentare i posti di lavoro come contropartita con cui giustificare le agevolazioni fiscali. Ora che diverse comunit stanno riesaminando quegli sgravi e valutando nuove regole per il settore, i robot diventano una variabile che pesa sul conto. Il sindaco di Altoona Dean O'Connor, che pure ha visto arrivare nel suo comune ogni prototipo dell'azienda, dice di non aver riflettuto molto sulla possibilit che i robot tolgano lavoro nel data center di Meta, e considera l'automazione inevitabile: "Ce ne occuperemo mano a mano che arriva."
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