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24.08.2026 Читать источник
Баттиста Calexico представит новый альбом на фестивале Sponz fest в Калитри

Музыкант Джон Конвертино представит в четверг на фестивале Sponz fest свой новый альбом «Cruzando fronteras», рассказывая о жизни на границе и истории легендарной Karmann Ghia. Мероприятие пройдет в рамках 14-й серии фестиваля «Sponz Im-Bosck» с 26 по 30 августа в Калитри.
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John Convertino guida ogni giorno una Volkswagen Karmann Ghia del 1958, che possiede da 15 anni. Ad affascinarlo sono le linee dell’auto e la storia del napoletano Luigi Segre, figura centrale nella nascita del modello. Nato nel 1919, Segre partecipò alle Quattro giornate di Napoli contro i nazifascisti, poi collaborò con gli Alleati e operò come ufficiale di collegamento fra gli americani e le formazioni partigiane piemontesi. Nel dopoguerra entrò nel settore automobilistico e assunse la guida della Carrozzeria Ghia. Sotto la sua direzione nacque la Karmann Ghia, risultato dell’incontro fra il telaio e la meccanica del Maggiolino Volkswagen, la carrozzeria tedesca Karmann e il design italiano.
«Contribuì a trasformare la base del Maggiolino in un’automobile diventata un classico», racconta il batterista e cofondatore dei Calexico, arrivato nel nostro Paese con la cantautrice e violinista texana Carrie Rodriguez e il chitarrista Luke Jacobs, marito e collaboratore di lei. I tre presenteranno in anteprima mondiale «Cruzando fronteras» giovedì 27 agosto allo «Sponz fest», la manifestazione ideata e diretta da Vinicio Capossela. La quattordicesima edizione, intitolata «Sponz Im-Bosck», si svolgerà dal 26 al 30 agosto a Calitri; il concerto è previsto sul palco di Vallone Cupo, nell’area di Montecanto. A spiegare il sound del concerto è la Rodriguez, che parla di musica «ameri-chicana»: «È l’unione fra “americana” e “chicana”, il termine usato per le donne statunitensi di origine messicana. La musica è sempre stata il mio modo per conoscere le mie radici, la storia della mia famiglia e la mia cultura».
Affascinato da sempre dalla vostra mistura di tex-mex, mariachi, jazz e psichedelia, Capossela aveva invitato più volte in passato i Calexico allo «Sponz», vero Convertino?
«Sì, ma non siamo mai riusciti a partecipare. Sono contento di esserci con Carrie e Luke e di presentare l’anteprima di “Cruzando dronteras”».
Che progetto è?
«Ha un significato universale. Vogliamo rappresentare la bellezza di un luogo, di un popolo e di una cultura: le storie umane della frontiera che spesso non leggiamo sui giornali».
Lei vive al confine con il Messico. Quale realtà incontra ogni giorno?
«Vedo una realtà molto diversa da quella raccontata dalle notizie, che mostrano soprattutto gli aspetti negativi perché sono quelli che attirano più attenzione. Continuiamo ad alzare muri, aggiungere filo spinato e schierare forze per tenere fuori le persone; eppure ogni giorno migliaia di uomini e donne attraversano il confine per studiare o lavorare. Accade da decenni ed è un movimento naturale. Messico e Stati Uniti hanno bisogno l’uno dell’altro: molte aziende lavorano su entrambi i lati e le due comunità potrebbero aiutarsi. Dietro le migrazioni ci sono spesso la difficoltà economica e la ricerca di una vita migliore. Se investissimo maggiormente nelle opportunità, probabilmente avremmo meno conflitti. Vivere sulla frontiera, per me, significa anche andare a piedi a Ciudad Juárez: appena attraversi il Rio Grande entri in un altro mondo, senti la cumbia e incontri la vita nelle strade».
La paura del diverso è diventata anche uno strumento politico?
«C’è moltissima paura nella politica e nelle notizie. Quando le persone vivono nella paura tendono a isolarsi, non vogliono più conoscere, esplorare o ampliare i propri orizzonti, e in quella condizione diventano più facili da controllare. La frontiera più difficile da attraversare è spesso proprio la paura dell’ignoto».
In che modo la musica può abbattere i muri?
«È un linguaggio universale, arriva al cuore e abbassa le barriere. Quando una musica ti emoziona, la senti e basta. Durante un concerto le persone diventano una cosa sola».
Che cosa ama della cultura italiana?
«Mio padre aveva origini pugliesi: i miei nonni venivano da Bari e lo ascoltavo suonare canzoni italiane alla fisarmonica e al pianoforte. Mi affascina lo stile italiano, unico e classico insieme, nella musica come nell’architettura. E poi c’è la mia Karmann Ghia: tedesca, ma con l’eleganza della Ghia italiana e la storia di Segre».
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Вдобавок к новому альбому и работе над новой записью звезды альтернативного кантри Неко Кейс (Neko Case), у Calexico в запасе еще несколько идей по совместным проектам.