Итальянский Экология
03.09.2026 Читать источник
Навигаторы GPS могут увеличивать выбросы CO2 из-за скопления машин на одних и тех же маршрутах

Итальянские ученые выяснили, что массовое следование рекомендациям навигаторов приводит к концентрации трафика на основных дорогах и росту загрязнения воздуха. Для решения проблемы исследователи разрабатывают новые алгоритмы, распределяющие потоки машин более равномерно.
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I Gps fanno aumentare inquinamento ed emissioni di CO2. Ecco perché: tutti sono portati a scegliere le stesse strade
Lo studio sul traffico di Milano, Roma e Firenze della Scuola Normale Superiore, dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del Cnr e del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa
Chi lo avrebbe mai detto, anche i navigatori Gps possono contribuire ad inquinare e ad aumentare la CO2. La sorpresa arriva da uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature Communications al quali hanno partecipato ricercatori della Scuola Normale Superiore, dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del Cnr e del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa.
Il traffico di Milano, Roma e Firenze
La ricerca ha analizzato il traffico su Milano, Roma e Firenze dimostrando che se i percorsi consigliati dai navigatori Gps diventano sempre più uniformi (quasi tutti consigliano lo stesso tragitto) i benefici ambientali non solo si attenuano e scompaiono ma in alcuni casi si trasformano in un aumento della CO2. Il motivo? «Con l’aumento dell’uso del Gps», spiega Dino Pedreschi, docente di Intelligenza artificiale all’università di Pisa, «e di riflesso il numero di conducenti che ne segue le indicazioni, i percorsi tendono a convergere sulle stesse strade. Il traffico si concentra, si formano ingorghi che alimentano l’inquinamento. Oltre determinate soglie di uso di Gps, in media il 50%, i vantaggi ambientali diminuiscono e a volte si annullano completamente».
Nello studio si specifica inoltre che con l’aumentare dell’uso delle strade consigliate dal navigatori, le «emissioni si spostano soprattutto verso autostrade e grandi arterie. Queste infrastrutture rappresentano circa il 6% della rete considerata, ma finiscono per assorbire una quota sempre maggiore di CO2. I ricercatori hanno inoltre registrato la percentuale delle emissioni concentrata sulle strade ad alta capacità che sale dal 17,6% al 36,3% a Firenze, dal 9,9% al 26,4% a Milano e dal 26% al 33,7% a Roma.
«La concentrazione di auto sulle stesse arterie avviene in tutte le città», spiega Pedreschi, «ma il vero problema è la congestione. Se il traffico è distribuito, non c’è ingorgo, altrimenti se la navigazione stradale individua per tutti un'unica strada ecco i rallentamenti con un notevole aumento delle emissioni. Il navigatore Gps è uno strumento fondamentale e non va assolutamente demonizzato, anzi è un aiuto straordinario, ma si può migliorare». Ed è per questo che Pedreschi e altri ricercatori stanno lavorando a nuovi algoritmi che, a differenza di quelli di oggi, non danno priorità all’intelligenza individuale di quel navigatore ma quella collettiva. In altre parole, elaborano informazioni sul traffico e sul percorso delle altre auto e lo distribuiscono efficacemente senza concentrarlo su un’unica arteria.
Molto interessante il metodo con il quale sono stati ottenuti i risultati dello studio. I ricercatori hanno ricostruito la domanda di mobilità nelle ore di punta attraverso dati Gps e le reti stradali di OpenStreetMap. Infine hanno utilizzato un simulatore capace di riprodurre il movimento dei singoli veicoli, gli incroci, i semafori, le code e i rallentamenti, integrandolo con gli itinerari indicati da Bing Maps, Google Maps, Mapbox e TomTom. In ogni città è stata simulata una percentuale crescente di automobilisti guidati dai navigatori, dallo 0 al 100% a intervalli del 10%. Gli altri veicoli hanno seguito percorsi autonomi, costruiti per riprodurre le scelte non sempre ottimali dei conducenti reali. Ogni scenario è stato ripetuto dieci volte, sia con un basso volume di traffico sia in condizioni prossime alla congestione. Le emissioni sono state calcolate sulla base della velocità e dell’accelerazione istantanea dei veicoli.
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