Итальянский Культура
08.09.2026 Читать источник
Телеканал Nove запускает новый шоу «Buy it now», где изобретатели за 90 секунд убеждают трех судей в необходимости своих гаджетов

С 9 сентября на канале Nove стартует оригинальный формат, в котором аматорские изобретения оценивают три судьи и 50 зрителей. Программа ищет простые и полезные идеи, которые станут незаменимыми в жизни людей.
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Оригинальный контент
Gabriele Corsi sul Nove con "Buy it now - Mai più senza"
Dal 9 settembre presenta in prima serata le invenzioni più originali con tre giudici speciali
Barbara Mosconi
8 Settembre 2026 alle 09:45
Gabriele Corsi, ha 90 secondi per convincerci a guardare “Buy it now - Mai più senza” dal 9 settembre sul Nove.
«È uno dei programmi più divertenti e coinvolgenti fatti in vita mia. Qualche anno fa quando Andrea Fabiano, il produttore, mi fece vedere il format, me ne innamorai subito».
Per quale motivo?
«Io sono un uomo classico, un po’ vintage, e qui c’è il sapore di “Portobello”, il momento degli inventori strampalati declinato nella contemporaneità».
Cosa deve avere un’invenzione per far scattare il “mai più senza”?
«La semplicità, l’utilità, un prezzo accessibile e, se possibile, che sia un’idea divertente. In studio hai 90 secondi, tre giudici e 50 “shoppers”, persone che, a vario titolo, accendono o meno la luce verde per la tua invenzione».
Battezza un format inedito.
«Quando i format non sono troppo rigidi ne facciamo una versione italiana, io cerco di trasferirci il mio gusto personale e il mio atteggiamento. È già successo per “Take me out” e per “Il contadino cerca moglie”».
La base, però, resta uguale.
«Mostrare inventori, ideatori, creativi, quasi tutti amatoriali. Non esiste la professione dell’inventore, ma c’è tanta gente che si fa venire in mente un’idea e tu ti chiedi: “Com’è possibile che nessuno l’abbia ancora inventato?”».
Com’è possibile?
«Nel film di Paolo Sorrentino “This must be the place” Sean Penn incontra un tipo all’aeroporto, insieme guardano la persone che trasportano le valigie e il tipo gli dice: “Ma lei ci pensa che fino alla fine degli Anni 80 tutta questa gente portava valigie senza ruote?”. E il tipo era l’inventore delle valigie con le ruote».
Chi sono gli “ideatori” che partecipano a questa gara?
«Persone normalissime. C’è la ragazza che si è inventata le scarpe con il tacco retrattile: se cammina normalmente la scarpa è bassa, poi con un tastino il tacco si allunga. Oppure il pensionato che ha inventato un braccialetto per le buste della spesa per evitare di segarsi le mani con i manici. O il falconiere che ha fabbricato un dissuasore per piccioni a onde elettromagnetiche».
Perché vengono in tv invece di correre all’ufficio brevetti?
«Qualcuno ci va, ma non ottiene la stessa visibilità di un programma televisivo. La tv è una bellissima vetrina, perché magari poi la gente cercherà online la tua invenzione. Oltretutto qui l’idea più efficace si porta a casa 10 mila euro».
Che cosa l’ha lasciata a bocca aperta?
«Due ingegneri hanno creato un marchingegno da attaccare al cellulare, da una parte trasforma il telefono in un flauto, dall’altra in un etilometro. Io ora me lo tengo in macchina! O anche un tappo da vino che se la bottiglia cade si chiude automaticamente: è geniale, no?».
Italiani: popolo di santi, poeti e inventori?
«Sì, ma abbiamo anche inventori stranieri. Due ragazzi spagnoli hanno inventato un tappo che si mette su qualsiasi bottiglia e serve a trasformarla in un bidet».
L’ha sperimentato?
«Questo no, ma ho sperimentato uno spruzzino a pressione che serve a disincrostare il water».
Alla fine vince la persona o vince l’idea?
«Vince un po’ tutto. Ci si appassiona a un’idea o a un’altra per gusto personale, dipende se hai un problema con i piccioni o con le buste della spesa. Un parrucchiere ha ideato un pettine da spiaggia che si arrotola al polso come un braccialetto: quanti ne avrebbero bisogno?».
Di cosa, appena visto, ha detto: «Mai più senza»?
«Tante cose me le sarei portate a casa, alcuni sono prototipi, non in produzione. Come una macchinetta portatile per fare il caffè espresso o il cappuccino: è come un thermos, lo attacchi e ci puoi mettere il caffè in chicchi, in polvere o le cialde. Scegli cosa trovi in giro per il mondo».
Lei ha mai avuto un’idea meravigliosa da realizzare?
«Ne ho in continuazione, poi vado a verificare se l’idea esiste già. E il più delle volte è proprio così. Di solito ne ho molte per il viaggio, tipo il pennello da barba che si richiude».
E di ciò che ha fatto nella sua carriera a cosa non rinuncerebbe?
«Direi “mai più senza” a “Take me out” quando per la prima volta ho condotto in solitaria. All’epoca su Real Time facevamo il 3% di share contro “Affari tuoi” e “Striscia la notizia”!».
I tre giudici
Giorgio Mastrota
Cosa deve avere un prodotto per incuriosirla?
«Non sono uno da acquisto compulsivo, più che alla bellezza guardo alla funzionalità, se una cosa può essere utile. Sono concreto».
Di cosa può tranquillamente fare “senza”?
«Andando avanti con l’età posso tranquillamente fare “senza” di un sacco di cose. Mi bastano pochi vestiti, mi vesto sempre uguale, qualche maglietta e i jeans».
Cosa avrebbe portato a casa (“mai più senza”)?
«Uno scopino per il water, uno dei concorrenti ha portato una grande innovazione».
Lei è il giudice più...
«Più professionale, mi occupo di vendite e qui i concorrenti devono cimentarsi con la vendita della loro invenzione».
Mara Maionchi
Cosa deve avere un prodotto per incuriosirla?
«Deve essere un prodotto che non c’era prima, oppure che possa risolvere un problema a cui non avevo pensato. Sono molto istintiva sugli acquisti, mi fido del primo sguardo, anche se non disdegno una buona presentazione».
Di cosa tranquillamente può fare “senza”?
«Dei vestiti, odio provarli e mi vesto sempre uguale».
Che cosa avrebbe invece portato a casa?
«I prodotti e gli attrezzi di bellezza. Non ricorro alla chirurgia e quindi un “aiutino” è sempre gradito».
Tra i tre è il giudice più...
««Più “pop”, nel senso che non ho competenze specifiche. Giorgio parla di comunicazione e capacità di porsi, Stefano ha mille riferimenti fra design e tecnologie. Io sono più “troglodita”, se qualcosa mi piace o mi “suona” per me è “sì”!».
Stefano D'Onghia
Cosa deve avere un prodotto per incuriosirla?
«Deve sedurmi, essere attraente, avere un’identità che colpisce al primo sguardo. Se riesce anche a essere funzionale, mi ha conquistato».
Di cosa può tranquillamente fare “senza”?
«Quando è un prodotto di massa, un oggetto fatto in serie e senz’anima. Siamo letteralmente sommersi da cose inutili, sfornate per alimentare il consumismo, non sopporto tutto quello che è usa e getta».
Cosa avrebbe portato a casa (“mai più senza”)?
«Un oggetto legato alla toilette: un ragazzo, utilizzando una stampante 3D, ha tirato fuori una cosa rivoluzionaria».
Lei è il giudice più...
«Più passionale, più viscerale! Io gli oggetti li amo, li sento».
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