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14.08.2026 Читать источник
Коммуна Рикко-дель-Гольфо выкупила проблемный «распределенный отель» в Коделии и запускает новый конкурс на управление

Администрация Рикко-дель-Гольфо инвестировала 550 тысяч евро для выкупа активов «распределенного отеля» в Коделии после банкротства частного оператора. Мэр Лорис Фиголи объявил открытый конкурс, где победителю предстоит не только управлять зданием, но и интегрировать частный сектор, восстанавливать сельхозземли и развивать туризм в долине Валь-ди-Вара.
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C’è un paese che ha conosciuto lo spopolamento, l’abbandono e poi una prima, ambiziosa rinascita. È Codeglia, frazione di Riccò del Golfo, dove nei primi anni Duemila prese forma un progetto innovativo: trasformare il borgo, recuperando gli edifici e mettendoli a sistema per creare un Albergo Diffuso.
Un’idea che allora guardava molto lontano: non costruire un albergo tradizionale, ma utilizzare il patrimonio edilizio esistente per restituire vita a un piccolo borgo dell’entroterra, creando una nuova destinazione turistica senza cancellarne la struttura originaria. Il progetto, sostenuto anche da risorse europee, portò al recupero degli immobili e all’avvio dell’attività ricettiva.
Ma quella prima esperienza ebbe una durata breve. Dopo alcuni anni arrivarono le difficoltà, la chiusura dell’attività e una lunga stagione di controversie e contenziosi che hanno accompagnato per molto tempo la storia dell’Albergo Diffuso.
Ora quella pagina sembra finalmente chiusa e la struttura può guardare al futuro. Il Comune di Riccò del Golfo, con un investimento di 550 mila euro, ha riscattato il ruolo del privato che aveva partecipato al bando per la gestione dell’Albergo Diffuso, che poi è risultato inadempiente e, in seguito, è fallito. Ma l’amministrazione guidata dal sindaco Loris Figoli non vuole limitarsi a trovare qualcuno disposto a prendere in gestione gli immobili.
La scelta è quella di partire da un progetto. Al futuro bando, infatti, dovranno rispondere soggetti capaci di presentare una vera e propria proposta di visione: un’idea di ciò che l’Albergo Diffuso può diventare e, soprattutto, del ruolo che può svolgere nello sviluppo di Codeglia e dell’intero territorio circostante.
“Se emettessimo un altro bando con una concessione di servizio, saremmo noi a dettare le regole secondo una visione che è quella di un ente pubblico”, spiega il sindaco Loris Figoli. “In questo modo rimarremmo e arriveremmo comunque in ritardo, subendo il mercato, perché il privato aspetterebbe la terza, la quarta, la settima asta per abbattere i costi il più possibile”.
La strategia, questa volta, vuole invece essere diversa. “Abbiamo bisogno di un progetto con un’idea, per farlo diventare quello che deve essere: un bene di sviluppo di tutto un territorio”.
È questo il passaggio fondamentale della nuova fase di Codeglia. Il Comune non vuole mettere semplicemente sul mercato una struttura ricettiva e attendere che qualcuno presenti un’offerta. Vuole che chi si candiderà alla gestione abbia prima costruito un’idea, un modello, una prospettiva.
In altre parole, al bando non dovrà rispondere soltanto chi vuole gestire l’Albergo Diffuso, ma chi ha un progetto per farlo vivere e per farlo diventare una risorsa per il territorio.
E l’interesse, almeno in questa fase preliminare, non sembra mancare. “Abbiamo più di una società che sta visitando la struttura con un interesse costruttivo, un po’ con un’altra prospettiva”, racconta Figoli. “Loro per primi si sono proposti in un’ottica di project, cioè un’idea concordata con l’ente, un’idea ampia di ricettività”.
Il progetto potrà avere una vocazione strettamente turistico-ricettiva, ma potrà anche comprendere una componente sociale. La vera condizione, però, sarà che abbia una visione complessiva e sia in grado di produrre ricadute concrete.
Il percorso immaginato dall’amministrazione prevede quindi che il soggetto interessato elabori il proprio progetto, lo confronti con il Comune e lo sviluppi attraverso l’iter amministrativo e tecnico necessario. Successivamente, quella progettualità potrà diventare la base della procedura pubblica.
“Il progetto viene messo a bando, cioè con una manifestazione di interesse e un’assegnazione sulla base di determinati parametri”, spiega il sindaco. “Chi si propone come project è l’ideatore, il proponente del progetto. Poi il progetto prende il largo, fa il suo iter amministrativo e tecnico fino ad arrivare all’eventuale assegnazione”.
La differenza rispetto a una normale gara per l’affidamento di una struttura è quindi sostanziale: prima viene la visione, poi il bando.
E quella visione dovrà guardare ben oltre le camere e gli edifici dell’Albergo Diffuso. La realtà di Codeglia, infatti, non comprende soltanto il patrimonio comunale. L’Albergo Diffuso nasce anche dalle attività private che, in virtù dell’accordo del 2004 tra ente e privati, sono rimaste inserite nel sistema turistico-ricettivo del borgo.
È proprio questa caratteristica a rendere Codeglia qualcosa di diverso da una semplice struttura alberghiera.
“Definiamo Albergo Diffuso il patrimonio dell’ente, ma anche le attività private che sono attività turistiche in virtù dell’accordo del 2004 tra ente e privati”, spiega Figoli. “È nata come una situazione virtuosa per la quale tutti avrebbero potuto, e speriamo potranno, godere di un supporto logistico e di servizio”.
La nuova gestione dovrà quindi essere capace di mettere in relazione patrimonio pubblico e iniziativa privata, creando un sistema nel quale le diverse attività possano beneficiare di una strategia comune.
Ma il progetto di visione che il Comune si aspetta potrebbe andare ancora oltre.
Tra gli elementi che potranno essere presi in considerazione ci sono la riqualificazione degli edifici, una manutenzione più sostenuta delle strutture e nuovi investimenti. E proprio all’interno del project potrebbe essere previsto un rapporto tra gli interventi realizzati dal gestore e le condizioni economiche della futura gestione.
Ma non sarà soltanto una questione di immobili. “Ci dovranno essere assunzioni di persone del territorio, anche svantaggiate, che possano avere un’opportunità”, sottolinea Figoli.
C’è poi il tema della promozione turistica. Codeglia potrebbe essere valorizzata non come destinazione isolata, ma come punto di partenza per scoprire un territorio più ampio: la Val di Vara, i suoi borghi, i sentieri, il paesaggio rurale e il sistema turistico che gravita tra entroterra, Golfo dei Poeti e Cinque Terre. E proprio il rapporto con il territorio potrebbe rappresentare uno degli aspetti più innovativi della nuova fase.
“Abbiamo visto il tema dell’abbandono dei boschi e dei terreni e gli effetti della fauna selvatica sugli appezzamenti circostanti ai paesi”, osserva Figoli. “Una riqualificazione in chiave agricola può avere una sua realtà all’interno del project”.
Significa immaginare un’Albergo Diffuso che non si limiti a ospitare turisti, ma che possa contribuire alla manutenzione e alla valorizzazione del paesaggio, al recupero dei terreni abbandonati, alla promozione delle attività agricole e alla costruzione di nuove esperienze legate alla vita del territorio.
È una visione molto diversa da quella di un semplice albergo. Ed è forse proprio qui che Codeglia può trovare la sua seconda occasione.
La prima rinascita aveva avuto come obiettivo quello di recuperare un borgo e trasformarlo in una nuova forma di ospitalità. Oggi il Comune vuole fare un passo ulteriore: utilizzare quell’Albergo Diffuso come leva per generare sviluppo attorno al borgo.
Dopo anni nei quali Codeglia è rimasta legata soprattutto alle vicende del suo contenzioso, ora la parola torna ai progetti. Codeglia, insomma, non cerca soltanto un nuovo gestore. Cerca qualcuno che sappia immaginare il suo futuro.
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